Alex Falcone – Aphasia

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Alex Falcone è uno dei personaggi storici della scena rock triestina, un tastierista talentuoso che ha prestato le sue mani ai Wind, agli Heaven’s Touch, agli Holy Grail e ad innumerevoli altre band. Aphasia rappresenta la realizzazione di un sogno musicale inseguito e combattuto per ben tre anni, un sogno dove Alex potesse racchiudere tutti i suoi orizzonti e le sue volontà musicali, sulle orme di quel fantastico progetto che è stato Phenomena, cavalcando le coordinate del class metal e del rock melodico. In questi tre anni di lavoro Alex è riuscito a coinvolgere un gran numero di musicisti amici che hanno determinato ulteriori valori aggiunti a proposte già di per sé validissime. Dopo l’apertura di Alex, “Heat” chiarifica immediatamente le intenzioni dei nostri, che ricordano gli House Of Lord, in incontro alla vocalità degli Styx e alle tessiture degli Uriah Heep nella successiva “Guns In The Holsters”, che vede proprio James Christian dietro il microfono. E mentre Alex mostra tutta la sua abilità, fanno capolino tra i partecipanti Marco Liziero, Luca Gasparini e Stefano Simoni, già ex-bassista dei Notturna. La tastiera sapiente di Alex forgia la gradevole “Sail Away”, impreziosita dall’eccellente assolo di Kee Marcello (Europe), mentre a sovrastare la vivace bellezza di “Racin’ With The Spirits” troviamo la voce di Doogie White (Rainbow, Malmsteen) e le chitarre di Dave White (John Lawton Band). James Christian firma anche le linee vocali di “Ridin’ On”, dal bellissimo ritornello e dalle aperture vocali e strumentali di marca arena rock, e “Why”, power ballad dai toni sofferti e dal ritornello emozionante, nel quale s’inserisce l’assolo di sax di James Thompson (Joe Cocker, Zucchero). Marco Liziero (Heaven’s Touch, Sin’s Here) sostiene le costruzioni di Alex per “Emerald”, dinamica song dalle eredità progressive e pomp. Doogie White presta la voce alla fiera “Angel Blue”, battagliera nella sezione ritmica di Stefano Sibi e Walter Pod. Alex si fa protagonista di alcuni intermezzi deliziosi seppur brevi, e Marco Liziero riscalda la sei corde prima di eseguire “Screamin’ For You” con Luca Gasparini, direttamente dal repertorio degli Heaven’s Touch. Dietro il microfono e le tastiere, Alex Falcone recupera una delle più belle canzoni degli Sweet (lasciatevi servire, sono un fan della band), “Alexander Graham Bell”, conquistando pareri favorevoli in entrambe le vesti. E così Alex firma anche la chiusura del disco con la strumentale “Aphasia”, dove si rilevano influenze wakemaniane perfettamente imbastite dall’ispirato protagonista.

Tre anni di lavoro che si sentono tutti in questo affresco complesso e profondo di suggestioni e di ricerca, che mette più di ogni altra cosa in mostra le capacità, forse ancora troppo poco conosciute, non solo di un eccellente musicista ma anche di un ottimo songwriter, Alex Falcone.

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