Animali Rari – Anima Live

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Quando si parla degli Animali Rari, il sottoscritto perde ogni briciolo di obiettività, ma fortuna vuole che la band non smentisca mai, ad ogni sua uscita, la sua eccezionale proposta musicale.
Ho ricevuto questo album qualche giorno fa, tornando a casa da un mattinata movimentata, e improvvisamente quello stesso giorno ha preso una piega positiva, un tocco di magia che si protrae ogni volta che lo inserisco nel lettore.

Gli Animali Rari sono il risultato di un connubio di padronanza musicale, energia travolgente, attitudine positiva, magia esecutiva e lirismo profondo, leggero e sognante. Per chi scrive, la migliore rock band italiana dai tempi d’oro della Steve Rogers Band (tra l’altro, da poco riformata con due nuovi elementi).
Dopo due magnifici album in studio (l’omonimo, bellissimo, del 1992, e Stagioni, stupendo, del 2006), la band riporta per la prima volta negli stereo dei sostenitori la sua dimensione live, con questo “Anima Live”. E conferma le incredibili facoltà di cui è alfiera: cinque musicisti affiatati, sincronici, passionali e impeccabili, sotto lo sfondo di un pubblico adorante che li sostiene, accompagnandoli tra cori e incitamenti. “A Kind Of Magic”, direbbe qualcuno.
Inaugura la serata un medley coinvolgente tratto dal primo album, e salta subito all’orecchio l’ottima produzione. La compagine è carica di sentimento, di un amore per la musica, per la loro e per quella di altri artisti, a cui durante la serata viene offerto un tributo attraverso diversi medley.
Ed ecco quindi che sfilano i mix dedicati ai disumani Queen, ai Bon Jovi, alla Gianna nazionale (Nannini), ai Deep Purple, un gustoso mix dedicato ai successi degli anni Ottanta, passando anche tra riproposizioni di “My Sharona” e “Proud Mary”. Il tutto ovviamente eseguito perfettamente, con un cuore e una partecipazione invidiabili.
Ma il meglio di sé gli Animali Rari lo offrono nelle interpretazioni dei brani tratti da Stagioni, dove il fuoco del pubblico alimenta performance da veri e propri animali da palco. Un rapporto virtuoso tra gli spettatori e la band, che ringrazia facendo sognare i fan sulle note di “Vertigine”, “Già Colpevoli”, “Maschia”, “Occhi Neri” e la title-track.
Ognuno dei componenti scorre le note musicali proposte con il calore del sangue del musicista e la passione dell’amante: Maxx, inarrestabile e stabile, cuore pulsante sempre vivo, Gianni, palpitante faro-guida ritmico, Robi, fondamentale mago del suono, che nutre ogni nota con un tocco di sogno, Riki, electric wizard, chitarrista straordinario, suono magnifico, tocco magistrale, virtuosismo penetrante nelle note del cuore, e Marco, il segreto profondo di una voce unica che voltola tra l’energia e la carezza, tra la rabbia e la commozione.
Gli Animali Rari sono il meglio del meglio che la musica italiana, non solo pop-rock, ha espresso negli ultimi quindici anni, meriterebbero di riempire stadi e arene, di essere sostenuti e adorati da folle oceaniche.
Esperienze di qualità così elevata non possono non essere seguite, ed è scandaloso che non siano 24 ore su 24 in heavy rotation su radio e tv musicali. V’invito personalmente a scoprirli, in modo speciale se aveste la possibilità di vederli dal vivo: loro sono spesso in tour nel nord Italia.
Il tono della recensione è smaccatamente personale, ma non posso esimermi dal lasciare la mia gioia su queste mie parole, quando questa stessa band mi ha regalato tante e così grandi emozioni.
Sempre avanti Animali Rari!!!!
Devotamente.

 

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