Assedium – Fighting For The Flame

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Attesissimo ritorno per gli Assedium, italici guerrieri del più incontaminato e barbarico spirito epic metal. Dalla loro, gli Assedium possiedono un’alchimia e uno slancio talmente sincero ed infuocato per il genere, che i risultati non sembrano essere mere imitazioni tributarie di un’epoca d’oro, ma vere e proprie magie che scavalcano il confine del tempo e riportano la fiamma nei cuori puri di chi ci crede davvero. Il primo “Rise Of The Warlords” era l’incontrollabile passione che prendeva corpo lungo le scie dei nomi di riferimento e che, pur se ottimo, non metteva del tutto in luce le possibilità che questa band è in grado di realizzare. In Fighting For The Flame è stato compiuto un salto di qualità rilevante: il songwriting ha raggiunto la piena maturità, in esso il passato è l’elemento di partenza per una battaglia che si conduce attraverso un suono in cui l’epic metal, l’us power e l’hard rock si amalgamano con coerenza creando un massiccio affresco di heavy metal ruggente e adamantino. Si potrebbe obiettare che parte dell’irruenza genuina del debutto abbia lasciato spazio ad un approccio più consapevole e sapiente, ma sarebbe un giudizio fuorviante, perché la rabbia, la furia, l’orgoglio e lo spirito emanati dal primo disco non perdono qui occasione di graffiare ancora, e con maggiore coscienza. Sorprende, prima di ogni cosa, la performance globale del vocalist Luca Fils Cicero, il quale riesce a dare forza e personalità ad ogni canzone, vivendole quasi con indole vibrante e trascinante. E ancora, il drumming guerrafondaio e terrificante di Damien, divenuto più inquisitorio rispetto al debutto: una vera e propria macchina da guerra ritmica, che – a fianco del pesante e corposo suono del basso di Drake – risulta distruttiva al massimo. L’opener “Winter Is Coming” non lascia scampo, vittime e prigionieri fin dalla prima nota, anche grazie ad un riffing saettante di grande fascino da parte della coppia di asce Guido/Chicco.
Segue la travolgente “The Flame”, nuovo fulmine che piomba in un cielo già burrascoso, memore delle lezioni dei vecchi leoni inglesi. Assolo che brucia a fior di pelle. Gli spettri dei Black Sabbath e di Into Glory Ride aleggiano sull’immaginifica “Ivanhoe”, quando la violenza diventa poesia. “Primal Rage” è pura furia annientatrice, un muro di suono priestiano arricchito dal piglio emotivo della prestazione di Fils, mentre la seguente “White Goddess” presenta una struttura più meditata, e si candida ad essere una delle mie preferite di tutto il disco. Dopo la “Desecration” che recupera riferimenti ai Judas Priest, veniamo catturati dalle temibili legioni romane narrate nella cadenzata “Romanitas”, con tutta la band al top della sua forma: agguerrita la sezione ritmica, asce in modalità “blitzkrieg” (la strategia militare), linee vocali superbe. Damien non delude e introduce con forza “Achaean Glory”, ricca di eredità hard rock, spigolosa e trionfante. “Osiris” prosegue il massacro, non lasciando un attimo di respiro, che puntualmente arriva dentro alle atmosfere leggendarie di “Where Seawolves Dare”, dove si erge tutta la classe che questi guerrieri sono capaci di esprimere, con soffici tocchi acustici, linee vocali maestose ed emozionanti, riffing battaglieri e ritmiche oppressive.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità globale scaturita da questo secondo album degli Assedium, siamo nel novero delle migliori uscite dell’anno. Fighting For The Flame non solo conferma gli Assedium come una delle certezze più fulgide dell’orgoglio italico epic metal, ma li eleva al di là dei confini del genere tra le migliori nuove leve di tutta la scena nazionale.

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