Black Raven – The Day Of The Raven

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I Black Raven sono una giovane band di Turriaco, in provincia di Gorizia, dedita fedelmente alle sonorità classiche forgiate dai mostri sacri dell’heavy sound negli anni d’oro del genere. Dopo traversie in sede di line-up, il gruppo trova la sua stabilità nel 2004, con l’attuale formazione, che vede Andrea “Sax” Csaszar alla voce, Giovanni Schiavon e Claudio “The Reaper” alle chitarre, Marco Rosa al basso e Francesco Schiavon alla batteria.
Raggiunto l’equilibrio musicale, nel 2006 la band entra in sala d’incisione, arrivando a pubblicare l’anno dopo questo spettacolare demo.
Non capita spesso che il giudizio su un prodotto musicale venga dato prima dell’analisi particolareggiata del disco, che la sentenza critica apra la trattazione con questo entusiasmo facile. Per questo “The Day Of The Raven” non posso però esimermi dall’abbandonarmi ad una celebrazione sincera: mi trovo tra le mani uno di quei album che ti fanno pensare “È esattamente tutto ciò che mi piace ascoltare, la perfetta linea di demarcazione della mia idea di musica”.
Il disco che sta girando nel mio stereo è un piccolo miracolo, il frutto di un’ispirazione oserei dire stupefacente.
Fin dal primo riff d’apertura si viene trasportati altrove, in un Empireo dove il tempo si è fermato, si è fermato negli anni in cui meglio di qualunque altro risuonano le corde del nostro cuore musicale. Immaginatevi di andare in edicola e chiedere l’ultimo numero di Rockerilla, dove trovate la sezione heavy metal curata da Beppe Riva e altri: all’interno di essa, scorrendo tra le recensioni, vedete quella dei Black Raven. Mentre nella tv passano le immagini di Reagan e della Tatcher, di Pertini e dei funerali di Berlinguer, e il Napoli comincia la sua gloriosa stagione con Maradona, la vostra stanza viene riempita dalle note dei cinque headbangers isontini. “Black Raven” travolge immediatamente con un riff antico quanto esaltante, un drumming corposo e guerrafondaio prodotto magistralmente e una vocalità orgogliosa e sovrana come era legge del tempo. I riferimenti contemplano gli alfieri americani del metallo epico (Omen) e non (Malice e Riot) come i sacerdoti inglesi più oscuri (Angel Witch), fino ai cavalieri tedeschi misconosciuti (Gravestone, Running Wild, X Wild).
“Riders Of The Grave” è un brano incredibile: sfido qualunque amante della Golden Age of Heavy Metal a non emozionarsi con questa canzone, con le sue sferzate chitarriste, con la coralità trionfante e deliziosamente melodica nella sua forza, col drumming squisitamente americano.
Cosa bruci nel cuore di questi ragazzi non è un mistero per me, che ne condivido la stessa fiamma, ma per gli ascoltatori di altra estrazione le songs di questo album devono essere sentite come un vento caldissimo e battagliero, quelli che si raccontano nelle leggende e si tramandano oralmente, di cui il ricordo è insieme terribile e dolce.
Anche “Live For Metal” si mantiene sullo stesso piano del “mirabolante”: un incedere cadenzato impreziosito da uno straordinario ed epico chorus esplode in un’accelerazione speed prima di un intermezzo che farebbe invidia anche ai Manowar più gloriosi. Come rappresentare tutta una scena dentro una canzone, e parlo della scena, quella americana degli anni ottanta, più ricca.
Una marcia minacciosa introduce “Soldier Of The Light”, il brano migliore di un cd attestato tutto sull’eccellenza: anche qui la perfetta sintesi di costruzioni strumentali d’ispirazione tedesca e di attitudine e lirismo tutti americani (…run for your life… run to survive… run for your soul…; spettacolare, ragazzi!!!).
Chiude questo prezioso scrigno “The Day After” che ribadisce in ultima istanza quanto scritto prima, sempre nel migliore dei modi.
Questo album fa soltanto del bene, non soltanto nella costruzione fideistica delle canzoni, ma anche nelle performance singole di ogni musicista, nelle linee vocali gloriose e nella produzione decisamente perfetta per la loro musica. Recensore? Certo, ma vostro sostenitore adesso, dopo questi momenti luminosi regalatimi incredibilmente ai nostri giorni. Una qualsiasi etichetta, se possiede un minimo di gusto e di lungimiranza, non vi lascerà scappare. E spero che il momento di un full length arrivi presto.
Cercateli, chiamateli, scrivetegli delle e-mail: se il vostro amore appartiene a quegli anni, a quelle atmosfere, a quelle liriche, a quei cori, non potete fare a meno di possedere questo magnifico ep.

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