Blues Quartet – Sulla Strada Del Blues

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Primo album autoprodotto per i Blues Quartet, formazione di Pesaro piacevolmente intrisa di spirito tradizionalista e fantasia esecutiva. I riferimenti del gruppo sono molteplici, rappresentati in un arco che dal Delta del Mississipi arriva a Rory Gallagher, passando per l’Inghilterra di Alexis Corner e John Mayall, non senza aver gustato altresì il divertimento dei Blues Brothers.

Come di regola, il quartetto propone al suo primo episodio un’antologia di cover d’annata, ri-arrangiate con passione ed inventiva, mostrando le ottime capacità complessive e la maturità strumentale che lo caratterizza. Si parte con “Shake Your Money Maker”di Elmore James, ed è già evidente la naturalezza con cui la band si muove in un territorio in cui non si può prescindere da un’incredibile passione, ben resa nelle performance di Paolo e Samuele. Si passa così da Sonny Boy Williamson a Muddy Waters, da Chuck Berry a Bo Diddley, da Presley a Mayall a Hooker, nel susseguirsi di canzoni leggendarie quali “Hoochie Coochie Man”, Parchman Farm” (fantastica!), “I’m A Man”, “Johnny B. Goode”, “Jailhouse Rock”. La band suona con la stessa libertà di un live, trasmettendo un calore inusitato per uno studio album, un feeling difficilmente ripetibile, grazie alla rodata e sudatissima sezione ritmica di Patrizio e Maurizio, vere colonne inarrestabili sopra le quali costruire le eccellenti aperture chitarristiche di Samuele, decisamente più che bravo, e i richiami sapienti dell’armonica di Paolo.

Il sangue irlandese di Rory Gallagher sgorga dalle note di “Bought And Sold”, dove il gruppo crea una perfetta sinergia di forze, con l’armonica vera protagonista. Si termina ancora in bellezza con “Sugar Sweet” e “Caledonia” di Muddy Waters e un tributo al Maestro armonicista Paolo Ganz, passando per John Mayall. Il disco ha un suono perfettamente roots, i ragazzi sono bravissimi, la voce di Samuele è ottima, coinvolta e coinvolgente, le canzoni sono di quelle scolpite nella roccia della Storia: credo che chi ama il blues non possa che gioire di un simile album e di una band così passionalmente legata al suo suono. Disco consigliato a manetta agli appassionati e a coloro che potrebbero appassionarsi. Per acquistarlo, potete scrivere all’indirizzo blues.quartet@yahoo.it.
Il mio consiglio è inoltre quello di seguire l’attività live della band: se siete di quelle parti non perdeteveli, se il disco suona così posso solo immaginare quanto sia soddisfacente sentirli dal vivo.

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