Alex Cambise – Tre Vie Per Un Respiro

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Se avete seguito le vicissitudini di questo mio sito conoscerete sicuramente Alex Cambise, chitarrista, polistrumentista, arrangiatore e alleato di Massimo Priviero fin dai tempi di Testimone del 2001.

Intervistai Alex nei giorni della produzione di questo album, prima che esso prendesse forma definitiva, e ne avevo ricevuto l’impressione di un’urgenza, anzi di una necessità emotiva impellente che lo incalzasse, qualcosa che gli risuonasse dentro e lo incitasse a dare vita e luce alle sue canzoni, alcune composte anche vent’anni prima.
Curioso, da amante della musica, di ascoltare il disco, non senza (lo confesso) una partecipazione emotiva dettata non solo dalla simpatia e dall’amicizia che si è creata, ma anche dall’aver in parte vissuto indirettamente il sorgere del progetto.
Ora che tra le mani tengo questo “Tre Vie Per Un Respiro”, il suo disco di debutto e risultato di questa ricerca, non nascondo la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto dall’amico. Nonostante ciò, mi appresto a recensirlo nella speranza di essere corretto e veritiero come di dovere, ben sapendo che una delle basi dell’amicizia è anche la sincerità.

Non era facile produrre questo disco: bisognava trovare la sintesi tra la formazione ricca e variegata di Alex, ancorata su solide basi rock e hard’n’heavy,  e le suggestioni raccolte e metabolizzate in questi ultimi anni da autore e musicista, dove il rock sposa frequentemente la canzone d’autore, il folk (americano, irlandese o italiano che dir si voglia), lontane fascinazioni jazz e un ammiccamento al pop-rock radiofonico in grado di regalare momenti di leggerezza e freschezza ad un tessuto musicale ricco di spunti intimisti, psicologici e narrativi. Riferimenti sensibili, quindi, sono Priviero stesso, i Nomadi, Massimo Bubola, qualcosa alla Negramaro, riflessi alla Modena City Ramblers e echi di Ligabue.
Il tutto cucito in un manto musicale nel quale Alex suona quasi tutti gli strumenti e canta, coadiuvato da amici e colleghi quali Massimo Priviero, Michele Gazich e altri.

Fluide melodie si presentano con l’iniziale “Oltre Il Tempo”, in cui la bella e chiara modulazione della voce di Alex duetta con l’amico Massimo, in una incisione dall’appeal radiofonico. Soluzioni facili sostenute dall’esperienza, come nella successiva “Dimmi Dove Sei”, gradevole pop-rock di sicura attrattiva, dove Alex s’inserisce discreto con la sua chitarra in sede d’assolo e amplia le possibilità espressive della sua voce.

Piena infatuazione folk per “La Ragazza Di Longarone”, lunghe distese padane su cieli panna dove risuonano voci femminili e violini carezzevoli. Non nasconde echi di Ligabue “Diogene Nel Fango”, un’influenza che si arricchisce nella successiva “S.R.L.” di coloriture pop britanniche d’annata, come sentire Procol Harum e Moody Blues attualizzati nella provincia italiana su un tappeto di tastiere di pregio. Regolare quanto di facile coinvolgimento è “Calore D’Azzurro”, più intimista e accorata “Fiori D’Acciaio”, nella quale la commozione di Alex traspare tutta nell’interpretazione, non lesinando malinconie ed energiche volontà.

Alex mette in risalto una versatilità vocale che ne costituisce senza dubbio una carta vincente e conferma questa opinione in “Lacrime”, bellissimo brano denso di tensione emotiva.
Narrativa, delicata e potente in ugual misura, avvertita come il dardo di un cuore, “Faccia Di Pietra” è un affresco en plein air sui sentimenti, tratteggiati da interventi di chitarra sinuosi, scorrevoli e ombrati da remote fantasie blues. Sussulti rock per la chitarra di Alex nella title track, strumentale godibile e fluida in virtù dei felici cromatismi degli arrangiamenti. Aria fresca, amici miei!

Delicatezze blues e velati sospiri jazz in “Ore Piccole”, soffusa ballata che ricorda l’Enrico Ruggeri più sussurrante dei bei tempi, prima che “Dieci Passi” ci saluti alla fine di questo piccolo viaggio.

Onesto, sincero, intenso, con arrangiamenti freschi e ricchi di piccole note nascoste, di suggestioni aperte a sensibilità sempre in movimento, legato alla tradizione ma per nulla stantio: ecco “Tre Vie Per Un Respiro”. L’attesa di Alex, tutto il lavoro di raccolta e ripensamento fatto per dare vita a queste canzoni, ogni sforzo compiuto, nulla di ciò è stato vano. Il disco ha il sapore del primo giorno di primavera quando il pensiero di un difficile inverno è ricordo del giorno prima: emozioni che chiedono continuità e sole nell’avvenire. A buon intenditor…

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