Laya – Un’altra prospettiva

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Nati nel 1999 a Palermo, i Laya di Alex Scramuzza (chitarra) possono essere ormai considerati un nome storico della scena post-rock alternative palermitana.
Pur con tutte le difficoltà del caso, tra concerti e partecipazioni a festival e contest, il gruppo riesce a farsi conoscere e apprezzare anche al di fuori dei confini cittadini. Mai domi e guidati da una passione che ha superato diversi ostacoli, ancora oggi i Laya costituiscono un laboratorio musicale creativo, carico di quell’elettricità e di quella tensione che dona alle loro canzoni una forza devastante, un vigore iconoclasta e penetrante che prende a schiaffi senza complimenti inganni e facilonerie della scena musicale di riferimento. Il gruppo non gioca, e si sente, mette in discussione se stesso e la propria capacità musicale in una continua sfida con la modernità, in un’anelante ricerca del suono definitivo adeguato alla torrenziale carica emotiva che appartiene loro.
Dopo aver pubblicato “Non c’è malessere”, demo del 2007, grazie all’interessamento di Qanat Records e Goodfellas, giungono nel 2001 al traguardo del full lenght, questo “Un’altra prospettiva” che gira or ora nello stereo.
E, come anticipato nella premessa, i suoni della band aprono davvero altre prospettive, raccogliendo l’eredità più scomoda dell’alternative rock, dello stoner, del rock ibrido e rumorista, per filtrarla nella loro personale formula, incisiva, diretta, nervosamente narrativa, musicalmente colta, liricamente critica.
L’opener “Utile” è solo un assaggio per la violenta opera di costruzione e decostruzione che prende corpo lungo tutto l’album, evidente nelle ritmiche aggressive di “Life For Sale” e nell’imponente furia di “Non male”.
Riff secchi, taglienti, ora profondi ora minimali, fendono l’aria preparando l’assalto distruttivo dell’ugola di Meddi, voce carichissima che esprime una sapienza in grado di superare l’argine stabilito dalle riot girls. Ascoltare “H” per credere.
Le dinamiche ritmiche di “Sibili” e del “Il momento giusto” sostengono l’incessante lotta della band, lotta contro i conformismi, anche musicali, lotta contro le pose e le affettazioni.
Lo sposalizio tra riff affilati e coercitivi e il drumming arrogante di Pietro costituisce lo scheletro della title track, in cui si staglia un’altra intensa e rovente prova vocale. Il basso di Simona disegna le coordinate di “Fossi in te”, torrida arena delle fantasie chitarristiche di Alex.
La loro tenzone contro una pioggia di ipocrisie inquinanti termina con “Perfect Day”, che regala sottili passaggi melodici nella sempre febbrile atmosfera che caratterizza il gruppo.
Dimenticate facili idoli di massa ed edulcorati pagliacci che giocano alla guerra, dentro “Un’altra prospettiva” c’è vera forza, c’è uno spirito genuinamente abrasivo che condanna e colpisce a fondo, che apre nuovi spazi per lanciarvi dentro essi vorticosamente.

Gruppo: Laya
Titolo: Un’altra prospettiva
Anno: 2011
Genere: Alternative, post-rock, stoner
Etichetta: Qanat Records/Goodfellas
Sito: /
Myspace: http://www.myspace.com/bandlaya
Facebook: https://www.facebook.com/pages/LAYA/52321184457

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